Si tratta di una dieta basata su due principi di base: il controllo del livello degli eicosanoidi (prostaglandine, trombossani, leucotrieni etc...) con i quali non vi ammorberò poichè richiederebbe troppo tempo e la manipolazione che sospinge verso l'equilibrio i livelli circolanti di due ormoni chiave nella regolazione dei fenomeni fisiologici di accumulo e mobilizzazione dei costituenti dei depositi corporei (l'adipe in primis): L'insulina e il glucagone.
Le innumerevoli azioni a livello di numerose tappe della fisiologia e del metabolismo umano rendono la cascata degli eicosanoidi una ragnatela fitta e ingente di regolazione fine dei più disparati processi (dall'infiammazione alla coagulazione, dalla secrezione degli acidi gastrici alle contrazioni uterine e così via).........sappiate inoltre che lo stesso inventore della dieta Zona si limita a dividerli in Buoni e Cattivi per non creare confusione e in questa sede seguirò le sue gesta.
Basti dirvi che essi regolano anche l'azione di quei due ormoni di cui sopra.
Arriviamo dunque al punto cruciale: la dieta zona tende a determinare con un determinato tipo di alimentazione l'equilibrio tra i livelli ematici di insulina e glucagone.
L'insulina, di cui si sente molto parlare in ambito diabetologico (nel diabete di tipo uno non viene secreta) è l'ormone che determina il passaggio del glucosio ematico ai tessuti e che a livello del tessuto adiposo determina fenomeni di accumulo.
Il glucagone esercita un'azione opposta.
Solo l'equilibrio tra i due determina l'entrata nella "finestra della zona" poichè uno sbilanciamento a favore di uno dei due potrebbe causare non pochi problemi.
Il bello è che l'insulina viene secreta dal pancreas in risposta all'introito di carboidrati, per cui la zona sposta la percentuale di questi componenti dal 50/35/15 al 40/30/30.
Anche i grassi giocano il loro ruolo secondo il principio apparentemente assurdo del "grasso che porta via grasso".
Le istruzioni dell'autore sono basate sui "blocchetti", che devono essere sempre in proporzione di 1/1/1 ......laddove un blocchetto di carboidrati è di 9 grammi, 7 g quello di proteine, idem quello di lipidi.
Esistono delle tabelle che mettono in relazione il peso corporeo con la circonferenza addominale, determinando la massa magra e quindi quella grassa, in modo tale che il novellino possa determinare a sua volta il numero di blocchetti da consumare durante una giornata.
Sappiate inoltre che per quanto riguarda ciascun nutriente, con particolare attenzione ai carboidrati (tra poco vi spiegherò il perchè), esistono cibi più o meno consigliabili, in virtù soprattutto della saturazione dei lipidi, della coesistenza di colesterolo nocivo e via dicendo.
Queste tabelle sono disponibili ovunque e non avrete problemi a procurarvele.
Per i carboidrati spenderemo qualche parola in più: diversi cibi a maggior componente carboidratica presentano differente indice glicemico, cioè la capacità di evocare la risposta insulinica con minore o maggior rapidità.
La zona consiglia fortemente cibi a basso indice (frutta, legumi......etc), e questo rappresenta a mio parere un punto chiave.Rispettatelo!
In farmacia troverete barrette 40/30/30 per i vostri spuntini, in quanto creare fuori casa un pasto zona-favorevole potrebbe essere abbastanza arduo.
I risultati potrebbero essere sorprendenti, come sto sperimentando su me stesso, che nei periodi in cui non faccio su e giù nell'acqua clorata tendo a prendere peso.
Tuttavia bisogna essere rigorosi e metodici, ma dopo un po' ci si abitua e la dinamica dell'alimentazione assume quasi le sembianze di un meccanismo!
In alcuni soggetti con peculiari assetti ormonali-metabolici la dieta potrebbe non funzionare ; inoltre se soffrite di patologie croniche chiedete prima consiglio al vostro medico/nutrizionista
FONTE: Ciao